Nel dibattito sull’innovazione applicata alla sostenibilità, il settore energetico viene spesso raccontato attraverso grandi rivoluzioni tecnologiche. Nella pratica industriale, però, l’innovazione più efficace è spesso quella che si integra con ciò che esiste già, migliorandone l’impatto ambientale senza interrompere i processi operativi.
Startup e Innovazione ha dedicato un approfondimento a questo tema, analizzando la visione di Massimo Romagnoli, CEO di DKS Eliquid GmbH, sul ruolo dei carburanti alternativi e sull’integrazione tra energia, logistica e gestione dei dati ambientali.
Di seguito riportiamo l’articolo.
Innovazione energetica, Massimo Romagnoli (DKS): “integrare carburanti alternativi e sistemi complessi”
Nel dibattito sull’innovazione applicata alla sostenibilità, il settore energetico è spesso raccontato attraverso grandi salti tecnologici e soluzioni di rottura. Nella pratica quotidiana delle imprese, però, l’innovazione che funziona è spesso quella che si innesta su ciò che esiste già, senza richiedere trasformazioni radicali dei processi produttivi. È in questo spazio intermedio che si stanno affermando soluzioni capaci di incidere subito sull’impatto ambientale, mantenendo continuità operativa e sostenibilità economica.
Il trasporto pesante rappresenta uno dei casi più evidenti. Camion, flotte industriali e logistica avanzata sono chiamati a ridurre le emissioni, ma l’elettrificazione su larga scala resta complessa per motivi tecnici, infrastrutturali e di costo.
Per Massimo Romagnoli, imprenditore italiano alla guida di DKS Eliquid GmbH – società impegnata nella distribuzione di idrocarburi e nello sviluppo di soluzioni energetiche sostenibili – in questo contesto “i carburanti compatibili con i motori esistenti stanno assumendo un ruolo centrale: ad esempio l’HVO (Hydrotreated Vegetable Oil, ndr) è un diesel sintetico ottenuto da oli vegetali esausti e scarti industriali, utilizzabile al 100% in sostituzione del gasolio tradizionale. Non richiede modifiche ai veicoli né alle infrastrutture di distribuzione e consente una riduzione significativa delle emissioni lungo il ciclo di vita del carburante.”
Dal punto di vista dell’innovazione, l’aspetto più interessante non è solo il prodotto, ma il modello che lo rende adottabile. L’HVO è un esempio di innovazione incrementale ad alto impatto: non cambia il modo in cui i mezzi vengono utilizzati, ma cambia l’impronta ambientale del sistema nel suo complesso.
“Questo approccio – sottolinea Romagnoli – risponde a una logica sempre più diffusa tra imprese e operatori industriali, che cercano soluzioni immediatamente implementabili, in grado di generare risultati misurabili senza introdurre complessità operative.”
Un altro elemento chiave è la logistica. Distribuire carburanti a basse emissioni richiede reti affidabili, capacità di stoccaggio, continuità delle forniture e conformità normativa. L’innovazione, in questo caso, non passa solo dalla chimica del carburante, ma dall’organizzazione delle infrastrutture e dalla gestione dei flussi.
“La Germania – commenta Romagnoli – con i suoi porti, i collegamenti interni e un sistema industriale orientato alla compliance, sta diventando un laboratorio avanzato per questo tipo di integrazione tra energia e logistica.”
Accanto alla distribuzione, sta emergendo un ulteriore livello di innovazione: la gestione dei dati ambientali. Sempre più aziende devono conoscere con precisione la propria carbon footprint, rendicontarla e integrarla nelle strategie operative. Il dato ambientale diventa parte del servizio energetico, non un elemento accessorio. Piattaforme che consentono di calcolare e certificare le emissioni associate ai consumi stanno trasformando il modo in cui l’energia viene acquistata e utilizzata, soprattutto nei settori più esposti alle richieste di trasparenza.
In questo scenario l’innovazione è un percorso costruito su compatibilità, misurabilità e affidabilità, che guarda alla sostenibilità come pratica operativa, più che come dichiarazione di principio.
Per startup e PMI, il messaggio è chiaro: innovare non significa necessariamente introdurre qualcosa di completamente nuovo, ma rendere più efficiente, tracciabile e sostenibile ciò che già esiste. Nel settore energetico, come in molti altri ambiti industriali, le soluzioni che trovano spazio sono quelle capaci di dialogare con sistemi complessi, rispettare vincoli normativi e offrire benefici concreti nel breve periodo.
Fonte:
Startup e Innovazione
👉 https://startupeinnovazione.it/innovazione-energetica-massimo-romagnoli-dks-integrare-carburanti-alternativi-e-sistemi-complessi/